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2 ottobre 2008

Lights will guide me home

                                                                          When you try your best, but you don't succeed
                                                                   When you get what you want, but not what you need
                                                                                When you feel so tired, but you can't sleep
                                                                                                                      Stuck in reverse
                                                                            And the tears come streaming down your face
                                                                               When you lose something you can't replace
                                                                            When you love someone but it goes to waste
                                                                                                                    Could it be worse? 
                                                                                                         Lights will guide you home, 
                                                                                                               And ignite your bones, 
                                                                                                             And I will try to fix you...


Il Datchforum di Milano è di per sè piuttosto triste: strutture vecchie e scricchiolanti, ambienti piuttosto sporchi, sedute strette. Ci volevano proprio i Coldplay, l'altra sera, per trasformarlo per poco più di un'ora e mezza in un luogo sognante e meraviglioso.
Pur adorando i loro cd e i loro testi così profondi, devo ammettere che avevo (chissà perchè) qualche riserva sull'efficacia live di Chris Martin e compagni. Invece sono stati una sorpresa unica, hanno superato loro stessu e dato il massimo in uno spettacolo colorato ed eclettico. La qualità dello show si è vista nella sapiente miscela di tracce dall'ultimo Viva La Vida or Death And All His Friends e indimenticabili hit dei dischi precedenti, nelle trovate sceniche che hanno animato lo spettacolo (schermi sferici colorati, proiezioni grafiche, luci psichedeliche, farfalline di carta fosforescenti...), nelle mosse dei componenti della band che hanno dimostrato di saper vivere il palco nella sua interezza. Soprattutto lui, Chris Martin, efebico, sfrenato, imprevedibile, quasi allucinato; sapeva talmente trascinare il pubblico (lui con la sua voce non potentissima ma piuttosto credibile) che gli bastava accennare l'inizio di un verso perchè tutto lo stadio continuasse all'unisono.
Il concerto si apre e si chiude come il cd: all'inizio la strumentale Life in Technicolor, Death And All His Friends alla fine. Dopo l'ouverture, Violet Hill colora di viola tutto il forum che canta a squarciagola, riscaldato poi ancor di più da successi intramontabili come Clocks, In My Place e Speed of Sound, mentre sullo schermo dietro la band compare il quadro "La liberté guidant le peuple" che sta sulla copertina dell'album. La prima parte dello show continua con molte tracce proprio di quest'ultimo: Cemeteries of London (in cui il cantante sostituisce la parola "London" con "Milano"), Chinese Sleep Chant, 42 (bellissima!) e Strawberry Swing.
La scena si sposta su un palco più avanzato e più piccolo: Chris Martin al piano e Will Champion alla batteria elettrica, hanno intonato una versione elettronica quasi techno di God Put A Smile Upon Your Face e poi Talk, e di seguito un assolo di Martin in Don't Panic e Reign of Love. Senza un attimo di pausa si ritorna sul palco principale per due delle canzoni più travolgenti del disco: Viva la Vida (e tutto il pubblico in coro a urlare «Ooo-ò o-oò...») e Lost!
All'improvviso, dopo quasi cinquanta minuti ininterrotti di pura stravaganza poprock, i Coldplay scompaiono dal palco. Si pensa a una pausa, ma invece eccoli spuntare su un piccolo palchetto sugli spalti, a quasi venti metri da noi: cogliendo il pubblico di sorpresa, cantano una versione acustica di The Scientist e poi Will, il batterista, si lancia nell'esecuzione di Death Will Never Conquer mentre Chris lo accompagna con l'armonica a bocca.
Scompaiono di nuovo e riappaiono poco dopo sul palco: lo show si avvia alla conclusione in toni più rilassati ma sempre avvolgenti con la riproposizione di Politik, Lovers In Japan dal ritrmo travolgente e per finire Death And All His Friends. Tutto fa pensare che sia tutto finito ma il coro insistente del pubblico - sempre «Ooo-ò o-oò...» - fa tornare sul palco la band. Chris Martin non ha fatto per tutta la sera che ringraziare e lodare il pubblico italiano e lo fa ancora una volta prima di uscire di scena dopo il bis con Yellow.
Poi se ne vanno definitivamente. Se ne vanno i Coldplay portandosi via le emozioni di uno show senza limiti, estremamente visivo ma anche molto introspettivo, vissuto ad un alto tasso di emotività. Un momento di meditazione e di catarsi, quasi, come mi ha suggerito una persona che conosco.
Il momento più toccante, comunque, è stato quello dell'unica canzone che ancora devo nominare, Fix You: una canzone potente, poetica, struggente. Talmente emozionante da portare alle lacrime. Perchè è una canzone che parla della e alla vita di tutti, dei nostri insuccessi, delle nostre rivincite, delle nostre speranze, dell'attesa di qualcuno che "ci sistemi le cose",  e di una luce che ci porterà a casa. Finalmente.
Non mi resta che ringraziare chi era con me e mi ha abbracciato in quel momento e in quella sera - Alessia, Gioia e Paolo. E non mi resta che conservare il più intimamente possibile i ricordi di loro, dei Coldplay e di un concerto magico, onirico, appassionante.

 

 

 


p.s. Tutti mi fanno ovviamente la fatidica domanda: meglio questo o quello di Madonna? E io continuo a rispondere che sono due mondi diversi, due stili diversi e due anime che anche in me si confrontano. Comunque, siccome la regina è sempre la regina e per molti altri motivi, non c'è storia...


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