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3 marzo 2009

Liberlist Gennaio-Febbraio 2009

Sono in ritardissimo con la pubblicazione delle Liberlist, quindi ve ne beccate due in un colpo:


Sei libri fra utopie e distopie
1. Tommaso Moro, Utopia (Laterza) Fatevi portare in questa isola lontana ai limiti del mondo, in cui non esiste proprietà, tutti vivono in pace e comunità, l’oro non vale nulla. E se capite cosa c’entrano le pecore devastatrici che cita Moore all’inizio, vuol dire che siete bravi (e conoscete bene la storia dell’Inghilterra).
2. Tommaso Campanella, La Città del Sole (Feltrinelli) Imprigionato per anni e torturato dall’Inquisizione per via delle sue idee non conformi, questo genio rinascimentale concepisce una società ideale di stampo platonico piena di luce e di speranza, tutta fondata sul culto della Cultura: e non è un gioco di parole.
3. Aldous Huxley, Il mondo nuovo (Mondadori) Nei primi del ‘900 Huxley, grande scrittore inglese spesso dimenticato, descrive un mondo in cui non esistono solo cittadini di serie A o B, ma anche di serie C, di serie D… tutti concepiti in provetta, eugeneticamente. L’unica salvezza sta nei ‘veri’ esseri umani, quelli chiusi in riserva.
4. Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (Mondadori) Per chi ama la lettura non c’è scenario peggiore che un futuro senza libri. Questa pietra miliare della fantascienza descrive questo incubo con nitida freddezza e fa capire tante cose: innanzitutto, che bruciare un libro è sempre un crimine fra i più atroci.
5. Philip Roth, Il complotto contro l’America (Einaudi) Roth si cimenta con l’ucronia (parolone neoclassico per indicare saggi o romanzi di “storia alternativa”). Che sarebbe successo se il celebre aviatore Charles Lindbergh, sospettato di simpatie filonaziste, avesse vinto le elezioni del 1940 al posto di Roosevelt? Alleanza con la Germania, violenza antisemita, paura. Realtà alternativa? Molti ci vedono velati riferimenti all’America ai tempi di Bush.
6. Moore-Lloyd, V per Vendetta (Rizzoli) Non un romanzo, ma un graphic novel: un fumetto insomma, ma più strutturato. Un eroe mascherato combatte la sua battaglia per far “esplodere” il regime totalitario che tiene l’Inghilterra sotto la morsa della paura (chiari riferimenti al 1984 di Orwell). Ci sarà un grande botto finale, e nessuno si scorderà più (nemmeno voi) del 5 di novembre.

Sei libri da leggere prima di iniziare…
1. Gustave Flaubert, L’educazione sentimentale (vv. edd.) ...un nuovo amore. Va be’ che l’Ottocento è un secolo un po’ lontano e demodé, ma i sentimenti sono sempre quelli, e poi Flaubert è Flaubert. Ma non fate mai come il povero Frédéric Moreau, mi raccomando.
2. Abbate-Mangiaterra, La trappola. Come banche e finanza mettono le mani sui nostri soldi (e come non farsi fregare dalla crisi) (Piemme) …nuovi risparmi. La crisi è scoppiata solo da un paio di mesi ma di libri che ne parlano ce ne sono già a decine. Questo ha il pregio di essere piuttosto chiaro e fornire consigli pratici. Ammesso che possano servire…
3. Blady-Roversi, Quel poco che abbiamo capito del mondo… (Einaudi) …un nuovo viaggio. Sono la famosa coppia dei ‘Turisti per caso’ in tv, e se c’è qualcuno che il mondo l’ha girato praticamente tutto sono proprio loro. E raccontano diversi luoghi con aneddoti curiosi e simpatici, facendo proprio voglia di partire subito.
4. Nick Hornby, Una vita da lettore (Guanda) …un nuovo libro. Quasi tre anni di letture raccontate da uno degli scrittori culto della generazione dei trenta-quarantenni, il tutto affrontato con leggerezza e ironia. Alla fine di libri consigliati ve ne troverete parecchi, ma anche molti da scartare. Il che è spesso un bene (altro che Liberlist!).
5. Corinne Meyer, Buongiorno pigrizia (Bompiani) …un nuovo lavoro. Un paio d’anni fa questo libro fece scalpore perché metteva in evidenza tutti i modi con cui impiegati vari riuscivano a lavorare il meno possibile. Insomma proprio degli esempi da non seguire… ma voi seguiteli lo stesso.
6. Chuck Palahniuk, Fight Club (Mondadori) …una nuova vita. Se capite che avete sbagliato tutto nella vita e volete cambiarla, evitate di visitare tutti i gruppi di sostegno possibili, di fondare dei club il cui unico intento è picchiarsi a sangue, di bruciarvi la mano con la lisciva, di sdoppiare la vostra personalità. Questo libro vi farà star male, ma poi vi farà stare benissimo: come una perfetta catarsi di inizio anno.


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21 dicembre 2008

Liberlist Dicembre 2008



Sei libri che raccontano il Natale

1. Charles Dickens, I Racconti di Natale (Bur) In una lista come questa non poteva mancare l’autore più citato, rifatto, interpretato a Natale (la versione Disney con Paperone su tutte). Però in questa raccolta non c’è solo il Carol con il tirchio Scrooge, i tre fantasmi ecc., ma anche altri bei racconti (alcuni anche un po’ amari) sul periodo più buono dell’anno.
2. Italo Calvino, Marcovaldo (Einaudi)
Questa formidabile raccolta ha come sottotitolo “Le stagioni in città”, quindi copre tutto l’anno; ma l’ultimo racconto, I figli di Babbo Natale, descrive con maestria e delicatezza il senso di un Natale sempre più consumista: «nulla è più bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri».
3. Micheal Jurgs, La piccola pace nella Grande Guerra (Il Saggiatore)
Successe un anno che i soldati tedeschi e quelli francesi, impegnati a combattersi durante la Prima Guerra Mondiale a Ypres, in Belgio, si incontrarono nella terra di nessuno, si salutarono e festeggiarono assieme. Era la vigilia di Natale del 1914.
4. David Baldacci, A casa per Natale (Mondadori)
Un romanzo che racconta la strada verso casa, un viaggio in treno da Washington a Los Angeles, una lotta contro il disincanto. Tutto questo sotto la (troppa) neve di fine anno. Con meraviglioso colpo di scena finale.
5. David Sedaris, Holidays On Ice (Mondadori)
Uno dei più acuti umoristi statunitensi parte dalla sua esperienza come elfo natalizio nel centro commerciale Macy’s. E ci trascina in un turbinio di stranezze ed episodi assurdi zeppi di prostitute, giornalisti disperati e vecchie pazze.
6. John Grisham, Fuga dal Natale (Mondadori) Il maestro assoluto del legal thriller americano indossa, anzi si toglie, i panni di Babbo Natale per narrare il tentativo di una matura coppia per riuscire a non festeggiare il Natale. Ovviamente non ci riusciranno, perché il Natale è ovunque. Impossibile sfuggirgli.


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30 novembre 2008

Liberlist Novembre 2008



Sei grandi romanzi statunitensi di ieri e di oggi

1. Hermann Melville, Moby Dick (vv. edd.) Forse il romanzo fondante della letteratura americana, di sicuro il primo per volume e intensità della narrazione. E ancora attualissimo oggi: tutti dobbiamo scontrarci con il nostro destino, tutti abbiamo una balena bianca da abbattere. Se riuscite, cercate la traduzione di Cesare Pavese.
2. Mark Twain, Le avventure di Huckleberry Finn (Mondadori) Hemingway disse: «Tutta la letteratura moderna statunitense viene da [questo] libro: tutti gli scritti Americani derivano da quello. Non c'era niente prima. Non c'era stato niente di così buono in precedenza». Non è forse un motivo sufficiente per leggerlo?
3. John Fante, Un anno terribile (Fazi) Romanzo postumo di questo autore atipico e forse mai abbastanza compreso, racconta la storia di un ragazzo figlio di immigrati italiani il cui unico sogno è diventare giocatore di baseball. Emarginato dai coetanei e impedito da una famiglia sul lastrico, diventa il simbolo dell’America che vuole farcela a tutti i costi. Nonostante tutto.
4. J.D. Salinger, Franny e Zooey (Einaudi) Di Salinger si ricorda quasi sempre solo Il giovane Holden; ma oltre all’eccezionale capolavoro, lo scrittore che a un certo punto decise di isolarsi dal mondo intero scrisse anche la saga di una famiglia numerosa e strambissima, i Grass, che sono specchio di un Paese variegato, strampalato e nevrotico. Ritratti fulminanti e magistrali, che continuano in Nove racconti e Alzate l’architrave…
5. Bret Easton Ellis, Meno di zero (Einaudi)
Uno degli autori più controversi, ambigui e impressivi del panorama letterario contemporaneo ci catapulta, con uno stile piatto ma ipnotico, nella Los Angeles degli anni Ottanta, in mezzo a una generazione bruciata dal sole, dai soldi e dalle droghe. Ma qualcuno riuscirà a salvarsi. Forse.
6. David Forster Wallace, Infinite Jest (Einaudi) Impossibile riassumere un’opera così sperimentale, innovativa, composita in poche righe. Resta solo che da leggerla e restarne rapiti. E pensare con amarezza che l’autore si è tolto la vita a settembre: perché si sa, i geni non sono fatti per rimanere su questa Terra.


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10 ottobre 2008

Liberlist Ottobre 2008



Sei libri per cinque sensi, più uno

1. T.S. Eliot, La terra desolata (vv. edd.) Un viaggio nell’anima del mondo moderno, dilaniata dalla sterilità, dall’incomunicabilità e da un futuro tragico e sconosciuto. È ciò che ci descrive Eliot, forse il più grande poeta inglese del ‘900, in un poema che è un affresco dalle tinte vivide e dai colori intensi e infernali, ma anche troppo umani.
2. Laura Esquivel, Dolce come il cioccolato (Garzanti)
Un amore ostacolato e difficile, dodici capitoli per dodici mesi e per dodici ricette: magiche, profumate, sensuali. Perché il gusto è il più passionale dei sensi e il cibo può essere l’unico modo per vivere un amore impossibile.
3. Patrick Süskind, Il profumo (Tea)
Immaginate di possedere l’olfatto più perfetto e sensibile al mondo: un dono che porta in sé la più atroce delle condanne. E immaginate di essere ossessionati da una donna, talmente ossessionati da volerne catturare l’aroma. Questo capolavoro avvolge il lettore in un dramma potente, dove sembrerà di poter avvertire tutte le fragranze descritte.
4. Luca Sofri, Playlist (Rizzoli)
Non un romanzo, né un saggio: semplicemente centinaia di playlist che elencano, ordinate per interprete, più di 2500 canzoni, con descrizioni e aneddoti. Sofri stila una guida all’ascolto di un universo musicale variegato, ma il gioco più bello è pensare a quali inserireste voi, di canzoni immancabili.
5. Philip Roth, Il seno (Einaudi)
Roth imita Kafka e lo fa nel più originale dei modi: il professor Kepesh si ritrova trasformato in un enorme seno femminile e l’unico modo di relazionarsi agli altri è attraverso il tatto. Una storia assurda, visionaria, a volte oscena, che alla fine fa riflettere sul senso della vita, della morte, della letteratura stessa.
6. Marc Levy, Se solo fosse vero (Tea)
Il sesto senso è la capacità di vedere dove gli altri non vedono: proprio come Arthur, architetto disincantato, che è l’unico a poter vedere e parlare col fantasma di Laureen, un medico in coma. Ne nascerà una delicata storia d’amore ben scritta anche se a volte un po’ stucchevole, raccontata da uno dei fenomeni letterari della Francia d’oggi.


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10 ottobre 2008

Liberlist Settembre 2008



Sei libri da brivido per ritrovare la carica

1. Agatha Christie, Dieci piccoli indiani (Mondadori) Come non cominciare dalla regina del genere, che in questo romanzo raggiunge l’apice architetturale della suspence? Dieci invitati in una casa sconosciuta, dieci statuette, dieci morti: «…e solo un ne restò./ Solo, il povero indiano,/ in un bosco se ne andò: a un pino s’impiccò,/ e nessuno ne restò.»
2. Micheal Gregorio, Cronaca della ragion criminale (Einaudi)
Curioso thriller ambientato nella Prussia di fine Settecento, in cui le indagini su un efferato serial killer si intrecciano con il famoso Immanuel Kant. Della sua filosofia, comunque, qui non c’è che l’imitazione del titolo.
3. Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (Einaudi)
Chi ha ucciso Wellington, il cane della signora Shears, la vicina? A dover indagare sarà il piccolo Christopher, un bambino davvero speciale: ama la matematica, odia il marrone, non mangia mai cibi di colore differente. Sindrome di Asperger, la chiamano: un piccolo dettaglio che non gli impedirà di arrivare alla verità.
4. Jessica Fletcher & Donald Bain, Delitto à la carte (Sperling&Kupfer)
Arriva l’estate e puntuale arriva lei, la Signora in Giallo: dove c’è lei scappa sempre il morto. Questa avventura collocata negli ambienti culinari francesi è piacevole e a tratti divertente, anche se ben lontana dall’intramontabile serie tv.
5. Giorgio Faletti, Niente di vero tranne gli occhi (Baldini Castoldi)
Secondo successo nel noir dell’ex comico Faletti, che qui stupendamente orchestra violenti delitti in una New York viziosa e allucinata. Indicato anche per chi ama Snoopy e i Peanuts.
6. AA.VV., Crimini Italiani (Einaudi)
Da Carlotto a Carofiglio, da Lucarelli a De Cataldo, da Fois ai Wu Ming: i più grandi scrittori italiani di noir in un’antologia del crimine tutta ambientata nel nostro paese, per un giro d’Italia fatto di misteri e delitti.


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15 luglio 2008

Liberlist d'estate

Gli arretrati di giugno e luglio. Ad agosto la Liberlist salta, torna in settembre. 


SEI LIBRI DA ASSAGGIARE A PICCOLI BOCCONI
1. Ramón Gómez de la Serna, Ciao! Come Stai? (Polistampa) «Se uno si conosce troppo, smette di salutarsi», «Tutti i salami s’impiccano», «A volte un bacio non è che un chewing gum condiviso»: sono alcune greguerías, frasi fulminanti, giochi di parole e guizzi d’ingegno nella formula messa a punto da questo genio del Modernismo spagnolo.
2. Oscar Wilde, Detti e aforismi (Bur) Il meglio di quello che è definito «il più arguto parlatore del secolo» (la definizione è di Joyce) in una serie di brevi frasi: ricercate, perfette, taglienti. Impossibile resistere alle perle del dandy decadente per eccellenza, uno che di professione faceva il genio.
3. Umberto Saba, Canzoniere (Einaudi) Le poesie si leggono spesso una ad una, a bocconi appunto. Ma i componimenti di Saba si fanno leggere in successione, si legano l’un l’altro, ricostruendo meravigliosamente la vita di un uomo, la vita di un grande poeta.
4. Gabriele Romagnoli, Solo i treni hanno la strada segnata (Mondadori) Dire che Romagnoli è il giornalista più acuto del panorama italiano mi sembra quasi banale: basta leggere i suoi pezzi. O questi brevi racconti, tanti piccoli frammenti di romanzo che descrivono un’umanità e un mondo variegati, incessanti, sempre alla ricerca di un destino, di una piccola felicità, di una “strada segnata”.
5. Dino Buzzati, In quel preciso momento (Mondadori) L’autore de Il deserto dei Tartari si rivela qui in una serie di prose brevissime e racconti lampo, appunti e stringate divagazioni: una miniera narrativa inesauribile che rivela l’infinita inventiva, la vivace ironia ma anche i risvolti più malinconici (prendete ad esempio La morte del cane o lo stesso In quel preciso momento) di uno dei narratori italiani più creativi del Novecento.
6. Maurizio Ferraris, Il tunnel delle multe (Einaudi) Se durante un tragitto un eccesso di velocità viene registrato tre volte, quante volte si è superata tale velocità? Una, tre, infinite, come nell’antico paradosso di Zenone? Frizzanti e insolite riflessioni su oggetti e casi quotidiani dalla vita: dal blackberry alle clarks, dalla barzelletta all’ipermercato, dal post-it al treno e così via, per filosofi dilettanti e non. 

SEI LIBRI PER FARE IL GIRO DEL MONDO (E NON SOLO)
1. Giovanni Macchia, Le rovine di Parigi (Mondadori) Esplorare la capitale francese significa innanzitutto tuffarsi in un viaggio geografico e culturale senza pari, percorrerne le rues vuol dire incrociare i ritratti di artisti e intellettuali di ogni tempo. E il più grande francesista italiano rende questo itinerario lieve e godibilissimo.
2. Tiziano Terzani, In Asia (Tea) Il racconto di una vita, di un’esistenza che si intreccia con le vicende di un intero continente. Terre fantastiche e al contempo profondamente reali che sono state descritte ma anche descrivono uno degli uomini più profondi degli ultimi decenni.
3. Eric Homberger, New York City (Bruno Mondadori) New York è il tempio urbano della cultura mondiale, un oceano di grattacieli, strade, storie, luci, contraddizioni. Seguendo la grande tradizione di Chatwin, uno splendido reportage di racconti e immagini che porta alla scoperta delle origini e delle complessità della città più città al mondo attraverso i suoi luoghi chiave.
4. Aldous Huxley, Oltre la baia del Messico (Ed. Riuniti) Fra i più grandi scrittori di inizio ‘900, autore di un capolavoro distopico come Il mondo nuovo, qui racconta un viaggio in America Centrale nel 1933, quando ancora non c’erano le metropoli, il sovraffollamento, i problemi economici. Non un paradiso, ma certo un’oasi in cui la frenesia economica moderna non era ancora giunta.
5. AA.VV., La bambola e il robottone (Einaudi) Infantilismo, manga iperrealistici, pop esasperato, sessualità ardite e confuse, tecnologia alienante: sono alcuni dei tratti più estremi della nuova cultura giapponese che dopo la crisi economica degli anni Ottanta-Novanta, si trova a confronto con un’identità sospesa fra un passato millenario e un presente confusionario.
6. Cilauro-Gleisner-Sitch, Molvania (Rizzoli) Se quest’estate volete visitare la cittadina di Gyrorik e sorseggiare il zeerstrum, bevanda ufficiale di questo paese, avrete un po’ di difficoltà. Perché questa è la prima Jet Lag Guide, guida a paesi inesistenti che fa il verso alle celeberrime Lonely Planet. Per viaggiare con la fantasia.


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29 maggio 2008

Liberlist Maggio 2008



Sei libri per sopravvivere alla catastrofe


1. Voltaire, Candido o l’ottimismo Il più sferzante degli illuministi, di fronte ai cataclismi dell’era moderna, frusta con maestria ogni teoria sul “migliore dei mondi possibili”. Altro che ottimismo, l’ultima nostra speranza è l’ironia!
2. Walter Tevis, L’uomo che cadde sulla Terra (minimum fax) Uno dei capolavori fantascientifici più sottovalutati: un alieno piomba sulla Terra per cercare la salvezza del suo mondo devastato. Purtroppo non sa che la vera distruzione sta nei terrestri che lo perseguiteranno. Una parabola umanissima e struggente.
3. J.-D. Bauby, Lo scafandro e la farfalla (Ponte alle Grazie) Le sciagure più terribili sono quelle che avvengono in pochi attimi: un ictus, ad esempio. In questa autobiografia si mostra come, per fuggire da un corpo che pesa come uno scafandro, l’unica via sia la fantasia.
4. Alessandro Baricco, I barbari (Fandango) Come l’Impero Romano, la nostra epoca è minacciata da pressanti barbari. Sono alle porte, e noi non li vediamo. Cosa vogliono? Baricco tratteggia gli elementi di dispersione della nostra società e pone un’altra, più significativa domanda: siamo sicuri che i barbari siano loro e non noi?
5. Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi (Einaudi) Avete visto l’ultimo film dei fratelli Coen, quello del killer spietato e dello sceriffo vecchio e stanco? Lo sceriffo a un certo punto dice, riguardo al killer: «mi chiedevo se non fosse un nuovo tipo di persona». La mutazione è in atto, il cataclisma alle porte, l’unica soluzione è rendersene conto e, forse, farsi da parte.
6. Stefano Benni, La compagnia dei celestini (Feltrinelli) Un orfanotrofio spettrale. Una multinazionale spietata. Una società sporca e grottesca. E un gruppo di ragazzini che sbaraglieranno tutti giocando alla Pallastrada. Una partita a pallone ci salverà.


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17 aprile 2008

Liberlist Aprile 2008

La rubrica di questo mese, sul Corriere Vicentino:


Sei libri per sopravvivere alla scuola fra ironia e poche speranze
1. Frank McCourt, Ehi, prof! (Adelphi) Trent’anni d’insegnamento nelle scuole d’America. E il tutto parte da un panino che attraversa la classe volando e dal prof che lo raccoglie e se lo mangia. Ironia e empatia dall’autore dell’indimenticabile romanzo Le ceneri di Angela.
2. Antonio Scurati, Diario di un sopravvissuto (Bompiani) Della serie esempi da non imitare: uno studente stermina la commissione d’esame il giorno della maturità. Sopravvive solo il professore di filosofia che andrà in cerca delle ragioni di quel ragazzo perduto ma «caro agli dei». Storia complicata ma vivida fin nelle viscere.
3. Domenico Starnone, Solo se interrogato (Feltrinelli) Anche qui un docente, che fa fatica a rassegnarsi a un “sistema” che non va. Fu scritto tredici anni fa: credete sia cambiato qualcosa? Ehm, no.
4. Alessandro Banda, Scusi, prof, ho sbagliato romanzo (Guanda) Per arginare la disaffezione degli alunni per la grande letteratura, un gruppo di insegnanti un po’ troppo burocratizzati riscrive i grandi classici; per contro, quegli studenti si mettono a contrabbandarne le versioni originali, dimostrando che la disaffezione non sta sempre dalla loro parte.
5. Gloria Bardi, L’esordiente il prof e l’editore mannaro (Salani) Una professoressa che cerca il successo con un romanzo, ma deve far fronte a una serie di spassosi imprevisti come un vecchio insegnante tradito, un editore impossibile, un’alunna piagnona e - soprattutto - un tanga leopardato.
6. Daniel Pennac, Diario di Scuola (Feltrinelli) Il grande Pennac torna fra i banchi di scuola che racconta dal punto di vista di chi «non ci arriva». Ma se tutti fossimo stati somari come lui, chissà dove saremmo, a questo punto.


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8 aprile 2008

Wives and oxes of your countries

Scorrendo la lista dei libri "indispensabili" stilata dal magazine Seven del Sunday Telegraph non si può far altro che pensare, a primo impatto, che questi conoscano solo la letteratura angloamericana. Il che è anche plausibile, per una serie di ragioni che vanno dal fatto che hanno una lingua comune, il mercato è reciprocamente più accessibile, l'impero culturale americano ecc ecc. Dà da pensare, anche, che probabilmente se fossero stati gli Italiani a redarre una lista del genere probabilmente pure lì avremmo trovato pochi titoli nostrani, un po' perchè abbiamo comunque il complesso di Calimero e anche -speriamo- perchè avremmo cercato di rappresentare un po' tutta la letteratura del mondo: in fondo i grandi libri non hanno nazione e la traduzione (sempre sia benedetta!) la rende accessibile a chiunque.
In sè, però, questo 110 best books: The perfect library, ci dà l'idea di una certa cultura britannica in cui gli unici italiani rinomabili sono Dante e Machiavelli (e riteniamoci fortunati che abbiano ricordato almeno Primo Levi), in cui la poesia più grande è solo romantica al massimo postmoderna e comunque assolutamente nè francese nè tedesca nè spagnola, in cui la letteratura russa si riduce a Guerra e Pace, in cui C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien sono inclusi nei classici irrinunciabili per ragazzi.
Che questa lista non mi sia piaciuta affatto è chiaro, ma ci terrei a precisare che elencare un buon numero di libri fondamentali per l'umanità è difficile e alquanto opinabile, però se si tenta almeno bisognerebbe mettersi d'impegno e non sparare i primi 110 titoli che vengono alla mente o che la gente vorrebbe veder scritti: "Oh che bello! Questi li ho letti! La mia libreria è perfetta!".

Pile of books
















p.s. Fra un po' di giorni la Liberlist di aprile. Sperando che non ci sia nessuno come il sottoscritto in giro a criticare chi fa elenchi di libri...



15 marzo 2008

Liberlist

Come già annunciato nella colonna qui a destra da questo mese inizio a collaborare con il Corriere Vicentino, un mensile dell'Editrice Millennium che si occupa di cronaca locale ma che ha anche ampio spazio per l'approfondimento e tante cose curiose. Tengo una rubrica di libri - si chiama Liberlist - che vuole essere seria e scanzonata al tempo stesso, sperando che non sia mai patetica. E poi è il mio primo lavoro da "giornalista" (ok, ingrandite le virgolette fin che volete). O aspirante tale, insomma. Un piccolo passo per l'uomo, un enorme passo per me (e per il mio Ego, sempre più ingombrante).
Spero piaccia.


Sei libri utili anche come arma di difesa personale
1. Umberto Eco, Il nome della rosa. Nella mia edizione sono 478 pagine, per di più con la copertina rigida, che fa più male. Ma non è il solo motivo per tenerlo in borsa contro i malviventi: è anche un libro straordinario che insegna, fra le altre cose, che non ci si deve leccare le dita prima di girare le pagine (nemmeno quelle del Corriere Vicentino).
2. Vittorio Sermonti, L’Inferno di Dante. Poco meno di 650 pagine (e questa è solo la prima cantica). Ci sono tutti i canti dell’Inferno dantesco commentati da uno degli studiosi e dei lettori più competenti e appassionati della Commedia. Per chi non s’accontenta di Benigni.
3. Isaac Asimov, Il ciclo della Fondazione. Se non l’avete letto, vuol dire che di fantascienza siete ancora all’ABC. Si va dalla fondazione di una repubblica in un pianeta sperduto, al crollo dell’impero intergalattico, al superdittatore Mutante. Insomma molto di meglio (e prima) di Star Wars. Il tutto in “sole” 739 pagine.
4. Barbacetto-Gomez-Travaglio, Mani sporche. Letteralmente un mattone. Ma tanto non arriverete mai in fondo alle 914 pagine. La nausea avrà la meglio molto prima.
5. Miguel de Cervantes, Don Quijote de la Mancha. L’edizione della Real Academia Española per il quarto centenario di quest’opera immortale ha 1249 pagine, tutte fine fine (ancor più pericolose, perché tagliano). E poi volete mettere stendere uno con le avventure del cavaliere più visionario e strampalato della storia della letteratura? Solo un pazzo (appunto) non si toglierebbe lo sfizio.
6. Giorgio dell’Arti, Catalogo dei viventi 2007. Se siete famosi o avete fatto comunque cose notevoli siete qui dentro, in queste 1806 pagine. Sennò datevi da fare.


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............LIBERLIST................

Inizia la collaborazione con il mensile Corriere Vicentino per la rubrica Liberlist.
03/08 (*) - 04/08 (*) - 05/08 (*) - 06/08 (*) - 07/08 (*) - 09/08 (*) - 10/08 (*) - 11/08 (*) - 12/08 (*)




............DISSENSI.................
La quinta, nuovissa edizione inizia il 28 febbraio 2009. Il tema di quest'anno è: Razza Bastarda. Il blog con tutti gli aggiornamenti sul tema e gli eventi in cartellone è
qui.


..........LIBER MUSIC..............
Madonna Live in Paris 21.09.08 (*)
Coldplay Live in Milan 30.09.09 (*)


....LIBER RECOMMENDS........


null (*)

La Jolanda furiosa (*)

Finale aperto. Vita scritta da se stesso  (*)

Day & Age (*)

Alla mia età (*)

P.S. I love you (*)

....CHANGE THE WORLD........
Green Life: Live Earth (
*)
Aids: Staying Alive (
*)
Millenium Campaign: End Poverty 2015 (
*), Mtv No Excuse 2015 (*)
Praying for Burma: Aung Suu Kyi (
*), Burma Campaign (*)
Diritti umani: Amnesty International (
*)